Come trattiamo i tuoi dati
Informativa sul trattamento dei dati personali — applicazione Soccorso Piste.
Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026
Chi tratta i tuoi dati
Il titolare è l’organizzazione che gestisce il soccorso sulla pista in cui sei stato assistito e che usa questa applicazione per documentare gli interventi.
L’applicazione pubblicata su questo sito è in prova: contiene solo dati di prova e nessuna organizzazione la usa ancora per interventi reali, quindi qui non c’è un titolare da indicare. Chi la adotta pubblica questa informativa con il proprio nome, la sede e i recapiti.
Chi sviluppa e gestisce l’applicazione e i server tratta i dati per conto del titolare, come responsabile del trattamento (art. 28 del Regolamento UE 2016/679), e così i fornitori dei server descritti più sotto. Nessuno di loro usa i dati per scopi propri.
Quali dati raccogliamo
Quando interveniamo su una persona infortunata, compiliamo una scheda che contiene:
| Dati identificativi | Nome, cognome; se disponibili data e luogo di nascita, sesso, nazionalità, indirizzo di residenza, telefono, email, e dove alloggi in zona |
|---|---|
| Dati sulla salute | La lesione riscontrata (parte del corpo, lato, cosa si è osservato), la dinamica dell’incidente, le note del soccorritore, la destinazione, il mezzo con cui sei stato trasportato e come sei stato portato a valle, e il numero della missione 118 |
| Rifiuto del trasporto | Se rifiuti di essere trasportato, registriamo la tua dichiarazione, la firma che ci metti sopra — la tua, o quella di un genitore o di chi ne fa le veci se sei minorenne, e in quel caso anche il suo nome — con la data e l’ora |
| Fotografie | Solo se necessarie a documentare l’intervento. Possono ritrarre la lesione |
| Dati sull’intervento | Data e ora, pista e punto; se il soccorritore la rileva con il telefono, la posizione GPS del punto dell’infortunio, con la precisione che il telefono indica; condizioni di neve, meteo e visibilità, attrezzatura usata, presenza del casco, se eri a noleggio o con un maestro |
| Assicurazione | Compagnia e numero di polizza, se ce li fornisci |
Nella scheda compaiono anche i nomi dei soccorritori intervenuti e, se presente, il nome del maestro di sci.
Da dove vengono
Per quanto possibile da te. Se non sei in condizione di rispondere, o per le parti che non conosci, li raccogliamo da chi è con te — accompagnatori, genitori, il maestro di sci, testimoni —, dai tuoi documenti se servono a identificarti, dalla centrale operativa del 118 (il numero della missione) e da quello che il soccorritore osserva sul posto.
Non sei obbligato a darci i tuoi dati, e il soccorso non dipende da questo: ti assistiamo comunque. Senza nome e recapiti, però, la scheda non potrà dimostrare che l’intervento riguardava te, e potrebbe servirti per una pratica assicurativa.
Perché li raccogliamo
Per tre ragioni, e solo per quelle:
- Prestarti soccorso e passare le informazioni a chi ti prende in carico dopo di noi.
- Documentare l’intervento: la scheda viene stampata e allegata alla relazione di servizio, ed è ciò che dimostra cosa è stato fatto, quando e da chi. Serve anche a te, se ti occorre per una pratica assicurativa.
- Capire come lavoriamo: quanti interventi, su quali piste, con quali dinamiche. Per questo usiamo dati aggregati, senza nomi.
Trattiamo questi dati per prestarti assistenza sanitaria e perché siamo tenuti a documentare il servizio: sono i presupposti previsti dalla legge per questo tipo di attività. Non ti chiediamo di acconsentire, e non perché ce ne dimentichiamo: un consenso chiesto a una persona appena infortunata non sarebbe una scelta libera, e la legge non lo richiede in queste situazioni.
L’unica cosa che ti chiediamo di firmare è il rifiuto del trasporto, se decidi di non farti portare in ospedale. Quella firma non è un consenso al trattamento dei dati e non cambia niente di quanto sta scritto qui: dà atto che sei stato informato e che hai deciso tu, e tutela te quanto noi.
Il soccorso sulle piste non è una nostra iniziativa: è un obbligo di legge. L’articolo 14 del Decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40 impone a chi gestisce un’area sciabile di assicurare il primo soccorso agli infortunati e il loro trasporto, e di trasmettere ogni anno alla Regione l’elenco degli infortuni con la loro dinamica. È esattamente ciò che la scheda registra.
Per i dati comuni trattiamo quindi in base all’obbligo legale e alla necessità di proteggere la tua incolumità (art. 6, par. 1, lett. c e d del Regolamento UE 2016/679). Per i dati sulla salute ci basiamo sulla necessità di tutelare un interesse vitale quando non sei in condizione di decidere, sull’interesse pubblico rilevante riconosciuto dalla stessa legge sul soccorso in pista, sulla necessità di documentare l’assistenza sanitaria prestata e, se servisse, su quella di difendere un diritto in giudizio (art. 9, par. 2, lett. c, g, h e f).
I dati che la Regione raccoglie vengono poi trasmessi al Ministero della Salute per finalità di studio, in forma che non permette di risalire alle singole persone.
Chi può vedere la tua scheda
Solo chi ha un motivo per farlo, e l’applicazione lo fa rispettare:
- Il soccorritore che ti ha assistito vede solo le schede che ha compilato lui.
- Chi coordina il servizio e l’account della sede vedono tutte le schede; l’account della sede può solo consultare e stampare, non modificare.
- Il personale sanitario a cui ti affidiamo riceve le informazioni che servono a curarti, nel momento in cui ti prende in carico.
Fuori dall’organizzazione, i dati arrivano solo a chi ha titolo per riceverli:
- la centrale operativa del 118, per coordinare il soccorso e il trasporto;
- la Regione, nell’elenco annuale degli infortuni che la legge prevede;
- la tua assicurazione, solo se sei tu a chiedercelo;
- le autorità — forze dell’ordine, autorità giudiziaria — quando lo richiedono per legge;
- i fornitori dei server, che conservano i dati per conto del titolare senza usarli (vedi «Dove sono conservati»).
Solo chi coordina il servizio può esportare le schede in un file CSV: contiene i campi della scheda, non le foto né la firma, e ogni esportazione resta nel registro.
L’applicazione tiene un registro di chi crea, apre, modifica, firma, riapre, stampa o scarica in PDF ogni scheda, di chi ne apre le fotografie, di chi la esporta nel file CSV, e di chi scorre un elenco di schede con i nomi — con i numeri delle schede che c’erano, non il testo cercato. Registra anche i tentativi respinti, cioè quando qualcuno prova ad aprire una scheda che non gli spetta.
Due cose non lasciano righe, e lo diciamo: l’elenco che il soccorritore vede delle sue sole schede, e le statistiche, che mostrano soltanto conteggi.
Il registro lo legge solo chi coordina il servizio. Resta anche se la scheda o l’account vengono cancellati, perché serve a ricostruire chi ha visto cosa, e ogni riga dura 24 mesi, poi si cancella da sola. Nel frattempo è protetto: il database rifiuta a chiunque usi l’applicazione, amministratore compreso, di correggere o cancellare una riga.
Le fotografie sono protette come il resto della scheda: non basta conoscerne l’indirizzo per aprirle. E una scheda firmata non è più modificabile: può riaprirla solo chi coordina, indicando un motivo che resta nel registro. Quel motivo è testo libero, e per questo se ne va con la scheda quando la scheda viene cancellata: resta solo che è stata riaperta, da chi e quando.
Dove sono conservati
Su un server fornito da netcup e situato in Austria, quindi all’interno dell’Unione Europea. Il database non è accessibile da internet.
Finché una scheda non arriva al server — perché è ancora a metà, o perché in pista non c’è campo — sta anche nella memoria del telefono del soccorritore, fotografie comprese, non cifrata. Da lì parte appena c’è rete e il soccorritore è collegato, e allora si cancella dal telefono. Chi usa lo stesso telefono con un altro account non la vede.
Ogni notte viene fatta una copia di sicurezza del database e delle fotografie. Resta sul server per 14 giorni e, cifrata, su uno spazio di archiviazione dedicato ai backup, fornito da Hetzner e situato in Germania, quindi anch’esso nell’Unione Europea: chi gestisce quello spazio conserva file che non può leggere, perché la chiave non è depositata lì. Là le copie delle schede e delle fotografie vengono cancellate dopo 90 giorni.
Non vendiamo, non cediamo e non usiamo questi dati per pubblicità o profilazione.
Per quanto tempo li teniamo
Le schede sono conservate per 3 anni dalla data dell’intervento, poi vengono cancellate insieme alle fotografie.
La copia stampata allegata alla relazione di servizio è conservata su carta dal titolare, insieme alla relazione e secondo le sue regole: non dipende dall’applicazione.
Dopo la cancellazione resta soltanto la traccia nel registro degli accessi — il numero della scheda e chi l’aveva consultata — senza più i tuoi dati, e anche quella si cancella quando la sua riga compie 24 mesi. La cancellazione gira una volta alla settimana, la domenica.
Una scheda cancellata può restare ancora per un breve periodo nelle copie di sicurezza, fino a 90 giorni. È una conseguenza tecnica del fatto che quelle copie esistono per poter recuperare i dati in caso di guasto.
Se usi l’app: accessi, sessioni e cookie
Questa parte riguarda i soccorritori e il personale che hanno un account, non le persone soccorse.
- Accessi all’app. Registriamo gli accessi riusciti e falliti — anche con un nome utente che non esiste —, le sospensioni per troppi tentativi, le uscite, i cambi di password e le password iniziali scadute, con il nome utente digitato, l’indirizzo da cui arriva la richiesta, la data e l’ora. La password tentata non viene mai scritta, nemmeno in parte. Registriamo anche le azioni sugli account: creazione, password reimpostata, sospensione tolta, disattivazione, riattivazione, eliminazione. Li legge solo chi coordina il servizio, con le stesse protezioni del registro delle schede, e ogni riga dura 24 mesi.
- La sessione. Quando entri, il browser riceve un cookie che ti tiene collegato; sul server ne teniamo solo un’impronta, con l’account e le date. Dura 30 giorni per il soccorritore; per chi coordina e per l’account della sede al massimo 12 ore, e finisce dopo un’ora senza usare l’app. Uscendo si cancella; quelle scadute si cancellano da sole.
- Il browser riconosciuto. Dopo un accesso riuscito il browser riceve un secondo cookie, che serve a una cosa sola: farti entrare da lì anche quando qualcuno, da un altro posto, ha fatto sospendere il tuo account sbagliando la password. Sul server ne teniamo l’impronta, l’account e le date. Vale 180 giorni dall’ultimo accesso da quel browser, poi si cancella; si revoca anche quando la password viene reimpostata o l’account disattivato.
- La password iniziale, quella data da chi crea l’account, vale sette giorni. Della password conserviamo solo un’impronta, da cui non si risale alla password.
Sono cookie tecnici: servono a farti entrare, non a seguirti. Non ce ne sono altri, e per questo non ti chiediamo di accettarli.
Che diritti hai
Puoi chiederci in qualsiasi momento:
- di vedere i dati che ti riguardano e di riceverne copia;
- di correggerli, se qualcosa è sbagliato o incompleto;
- di cancellarli o di limitarne l’uso, nei casi previsti dalla legge;
- di opporti al trattamento, sempre nei casi previsti.
Su alcune richieste possiamo doverti rispondere di no: una scheda che documenta un intervento di soccorso serve anche a dimostrare cosa è stato fatto, e in certi casi siamo tenuti a conservarla. Se succede, ti spieghiamo perché.
Per esercitare questi diritti rivolgiti al titolare. Finché l’applicazione è in prova, e per qualunque domanda su come funziona, scrivi a info@piffipiffo.com. Ti rispondiamo entro un mese.
Se ritieni che i tuoi dati siano trattati in modo scorretto, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it).
Se cambia qualcosa
Se modifichiamo il modo in cui trattiamo i dati, aggiorniamo questa pagina e cambiamo la data in alto.